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Critica

Michele Prisco

[…] Si noti innanzitutto il taglio d’ogni singola tela: impaginata quasi sempre su un doppio piano con un uso diverso della spazialità e quasi sempre, si tratti di un paesaggio o d’un interno o, più raramente, d’una natura morta, accompagnata dalla presenza di alcuni oggetti ricorrenti […]

[…] Ma un dato è certo: nonostante l’ottica realistica con la quale queste immagini di cose persino familiari sono dipinte, nonostante la loro manifesta leggibilità, queste tele producono un’ atmosfera di straniamento e di mistero, addirittura di disagio, o di turbamento: come se Giovanni Manganaro, il tranquillo, sereno (ma forse all’apparenza) Manganaro, ci avesse messo a parte delle sue segrete e sinora inconfessate inquietudini.

Antonio Cinque

[…] Se domandiamo a Manganaro cosa dovrebbero raffigurare questi oggetti, ci risponderà con un linguaggio tecnico, egli ci dirà che sono elementi inseriti per dare equilibrio ed unità al "lavoro", sia dal punto di vista geometrico, che da quello più squisitamente coloristico. Solo questo però non ci soddisfa. Certamente l’occhio attento dell’autore cerca di non compromettere l’armonia del dipinto, ma le sue composizioni trasmettono emozioni che non si possono spiegare col semplice equilibrio formale della tela […]

Nicola Rossi

[…] Così i suoi simboli: precisi nella figura per quanto indefinibili nel senso; forma e sostanza di ogni elemento in antitesi relazionale con se stesso come con gli altri.

Un dinamismo di identità, come quei giochi elettrici che per successive sovrapposizioni ritrovano poi sempre il primitivo loro essere […]

[…] Scenografie che manipolano vita e sogno in illusorie combinazioni, come fili d’un magico telaio che la spola della fantasia, traversando instancabile, compone in tessuto, e questo si scuce e ricuce né mai si rinsalda tanto da poter essere abito […]

Francesco Autiero

[…] Non il monumento né il monumentale, non il paesaggio sorrentino mozzafiato, non l’invernale tempesta di mare ma la storia minore di chi fra le cose sognando scrutava.

E dall’uscio del quadro l’eco di forme segnate con forza sul piano del quadro, come araba fenice riappare.

Version française

[…] Mais on ne voit pas le monument ni le monumentale, pas le suggestif paysage sorrentin, pas la mer en tempête en hiver mais l’historie mineure de celui qui scrutait les choses et revait.

Et de la porte du tableau, repparaît l’echo de formes marquées avec force sur la surface du tableau, comme "l’oiseau rare" venue à la lumière en nouveau.

Franco Cuomo

[…] "LA VERITA’ IN PITTURA E’ SOLO LA VERITA’ DELLA PITTURA E NON IL SUO SUPPORTO O LE SUE PROCEDURE", Jaques Deridda non ammette repliche. La pittura finisce così col rivendicare il suo campo, e vuole tenerselo; assistiamo allora ad una corrispondenza coloristica, una serie di accordi, una comunicazione interattiva tutta e solo interna alle logiche del colore e della forma, senza scopo alcuno, se non quello appunto di una "VERITA’ DELLA PITTURA" attraverso il solo tramite della pittura, non più detta quindi, (poichè il dire quì è solo un modo di rappresentare) ma DIPINTA […]

[…] A differenza di tutte le pitture di interpretazione, questa di Giovanni Manganaro è possibile - hic et nunc - solo grazie alla effettiva rarità degli enunciati e la sua compatta e corposa ricchezza cromatica è volta solo al disvelamento di questa rarità […]

Transiti: tra riflessione pittorica e riflessione mediatica

[…] Di qui una serie di investigazioni linguistiche suggerite dalla stampa dei quotidiani: fatti avvenimenti, riflessioni che magari lo stesso Manganaro fa nel suo studio, proprio mentre lavora ai suoi quadri, in silenzio, rimescolando vernici, trieline, olio e inchiostro ed altre combinazioni cui ci ha da tempo abituati. In questi transiti mentali, la riflessione sulla pittura e quella sui media, recupera margini inconsueti di ambiguità e di polisemia, impegnandosi in uno scandaglio dei molteplici strati di senso che quei messaggi disseminati nell’opera possono suggerire, senza mai privarsi però, del prezioso apporto mentale e analitico […]

English version

[…] Then, I want to stress the important role played in Manganaro’s works by the press, as it suggests our artist a series of linguistic investigation: silently, in his studio, he mixes up in his mind facts, reflection and events together with paint, oil and ink. So thanks to his mental transit and thanks to his reflection on the mass-media and on the painting, he takes in his works ambiguity and "polisemia", engaging himself in analyzing the different meanings that the painting can assume […]

[…] l’esteriorità si riassorbe nell’anima che contempla il ricordo e non il mondo, e in questo ricordare, il passato trova dignità e forza pervasiva contro la tristezza e la pochezza del futuro contemporaneo, che poi non è altro che lo sciatto presente.

Lorenzo Piras

[…] Il nero preminente, infatti, si accompagnava ad altre fasce di colore necessariamente più chiare, ma che, tuttavia, si eternavano nel virtuosismo oggettivo più vicino alla scuola tedesca, ma anche se sicuramente meno freddo ed esasperato di quello che vollero gli artisti della grande nazione industrializzata […]

[…] E senza perdere la propria personalità, ha incominciato a dare alle sue opere una impronta di figurazione astratta che si innesta in una poetica filosofia surreale […]

Jbrahim Kodra

[…] I valori cromatici assumono un aspetto di assolute campiture spaziali, validi per un collezionismo di selezione. La libertà si manifesta nelle forme intrecciate delle linee che partono verso l’infinito e vuole significare che nella fantasia rimane sempre un discorso aperto […]

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